QUESTO MONDO
È TUTTO IMMAGINI

LE ARTI VISIVE AL TEMPO DI MEME, GAMING, AI

IN TRE DATE ONLINE | MARZO - APRILE 2023

316550335 2231040013769794 2178994634165807665 n | Spazi Fotografici | Scuola ed eventi di fotografia | https://spazifotografici.it/wp-content/uploads/2021/02/cropped-favicon-spazi-fotografici_nerobianco.png

INTRODUZIONE

Con l’idea di offrire un programma diversificato e molteplici occasioni di approfondimento, Spazi Fotografici prosegue la nuova stagione di corsi online grazie alla partecipazione in qualità di docenti dei principali professionisti dell’ambito. In questo caso guardando all’intero visivo e talvolta superandolo, ma per comprenderlo. In un ciclo intensivo nuovo, accessibile e specialistico, tre principali focus (meme, gaming, AI) e un ragionamento che tiene conto del tempo in cui ci siamo formati, in cui ci stiamo formando. Delle possibilità e dei cambiamenti già avvenuti oppure in atto. L’obiettivo è fornire gli strumenti per conoscere e comprendere il nostro linguaggio tramite l’osservazione e studio della cultura visuale (dunque della cultura) nel complesso. 

IN BREVE

Questo mondo è tutto immagini è il primo ciclo di lezioni online dedicato alla cultura visuale e alle trasformazioni in atto, proposto per il 2023 nella sua prima edizione da Spazi Fotografici come occasione di approfondimento specialistico (e aperto). In programma il 21 marzo, il 29 marzo ed il 4 aprile per tre lezioni in Zoom si struttura attorno agli interventi di Francesco Jodice, Andrea Pinotti e Valentina Tanni, ai quali sono affidati i diversi focus. 

 

COME E QUANDO

Il corso inizierà il 21 marzo e si terrà online con classe virtuale in Zoom, secondo la formula, frontale e dialogica, consolidata da tempo. Le registrazioni saranno rese disponibili ai partecipanti per 9 giorni a partire dal giorno successivo ai diversi incontri. Materiali e link saranno raccolti in un Drive dedicato e condiviso. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato.

 

Calendario

Martedì 21 marzo, 20:30-22:30

Mercoledì 29 marzo, 20:30-22:30

Martedì 4 aprile, 20:30-22:30

 

Lezioni – Andrea Pinotti: Siamo sommersi da una marea di immagini, che noi stessi contribuiamo a produrre quotidianamente con i nostri dispositivi. I caschi di Realtà Virtuale ci immergono in un mondo sintetico in cui, alla lettera, tutto è immagine a 360°. Le app in Realtà Aumentata fanno emergere nel nostro ambiente ordinario oggetti digitali con i quali interagiamo costantemente. L’Intelligenza Artificiale sembra volersi e potersi sostituire alla creatività umana, sfornando anche opere d’arte. Il mio intervento si interrogherà su questi fenomeni, mettendo alla prova gli strumenti che gli studi di cultura visuale hanno elaborato in questi ultimi decenni, per testarne la tenuta e l’efficacia di fronte alle nuove tecnologie, oggi. / Valentina Tanni: I file digitali, indipendentemente dal contenuto che veicolano, sono fondamentalmente instabili. Durante la loro permanenza online possono cambiare posizione, scomparire, ma soprattutto possono essere manipolati in infiniti modi. Questa instabilità è particolarmente visibile nel campo dei meme, un genere di contenuto che rappresenta l’incarnazione perfetta di questprocesso di mutazione inarrestabile e sregolato. Quando un’immagine entra nella sfera pubblica online e viene modificata, cessa di esistere come entità singola: si trasforma in una vasta rete di varianti, una galassia visuale in continua espansione. Il suo significato culturale, la sua estetica e la sua interpretazione sono così inestricabilmente legati all’intero gruppo: l’immagine digitale assume la forma di un network. / Francesco Jodice: La chiamerei The Journey. Storia del pianeta terra e di alcuni pixel. La lezione mette in relazione la storia della nostra civiltà (così come è stata narrata dalla cultura video-ludica) con la storia dell’evoluzione del pixel dalle prime piattaforme (la Magnovox Odissey del 1972) fino ai dispositivi 4K odierni. In particolare ci concentreremo sulla narrazione di alcuni momenti salienti della storia del gaming e della sua capacità interagire con l’utente, trasformando lo “spettatore” in un “viaggiatore”.

 

A CHI SI RIVOLGE

Il corso, in formula frontale e dialogica, si rivolge a fotografi e artisti, amatori, operatori della cultura come a semplici curiosi o appassionati delle materie affrontate all’interno dello stesso, senza alcun prerequisito. Per la partecipazione è consigliato avere Zoom (gratuito).

COSTO E ISCRIZIONE

Il costo è di 120€, ai quali i non soci dovranno aggiungere 10€ di tesseramento obbligatorio a Spazi Fotografici APS. Per l’iscrizione è necessario inviare un’email con oggetto “Richiesta d’iscrizione – Cultura visuale” a iscrizioni@spazifotografici.it entro il 18 marzo 2023.

UN PROGRAMMA A CURA DI SPAZI FOTOGRAFICI

docenti

Francesco Jodice, crediti ritratto Sara Gentile

FRANCESCO JODICE

Francesco Jodice (Napoli 1967) vive e lavora a Milano. Nel 1995, dopo la laurea in architettura, si dedica alle prime ricerche artistiche utilizzando i media della fotografia e del video. Nel 1999 partecipa alla costituzione del collettivo Multiplicity. Tra il 1996 e il 2004, il rapporto tra i grandi paesaggi urbani e le comunità è al centro della sua ricerca, come testimoniano i progetti What We Want, The Secret Traces e The Morocco Affair. In seguito, l’attenzione di Jodice si rivolge alle diverse culture antropologiche in relazione ai nuovi fenomeni di megapolitismo. A questo periodo appartengono Hikikomori, Ritratti di classe e la trilogia di film Citytellers. Dal 2008 la geopolitica è al centro delle ricerche dell’artista. L’analisi della crisi del sistema Occidente porta alla realizzazione di film, installazioni e progetti fotografici quali Atlante, American Recordings, Rivoluzioni e il più recente West. Jodice intende la pratica dell’arte come una poetica civile, i suoi processi artistici promuovono forme e modelli di partecipazione del pubblico. Esempi di questa attività sono presenti nei progetti La notte del drive-in. Milano spara, Babel e Scenario. Insegna al Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali e al Master in Photography and Visual Design presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Ha partecipato a esposizioni collettive quali documenta Kassel, la Biennale di Venezia, la Biennale di São Paulo, la Triennale dell’ICP di New York, la biennale di Liverpool, e la Biennale di Yinchuan. Ha esposto al Castello di Rivoli (Rivoli, Torino), alla Tate Modern (Londra) e al Prado (Madrid). Tra i suoi progetti principali l’atlante fotografico What We Want, un osservatorio sulle modificazioni del paesaggio in quanto proiezione dei desideri collettivi, l’archivio di pedinamenti urbani The Secret Traces e la trilogia di film sulle nuove forme di urbanesimo: Citytellers. I suoi lavori più recenti – Atlante, American Recordings, Rivoluzioni e West – esplorano i possibili scenari futuri dell’Occidente. Nel 2022, con il supporto dell’Italian Council, conclude il progetto West, una ricerca decennale sull’immaginario che la storia americana ha generato e diffuso in tutto il mondo e sulle ragioni del collasso di questo impero attraverso l’investigazione della sua simbologia. Sue opere sono parte di numerose collezioni pubbliche italiane ed internazionali.

4780©ChDelory-2017

ANDREA PINOTTI

Andrea Pinotti è professore ordinario in Estetica presso il Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università degli Studi di Milano. Fellow di numerose istituzioni internazionali (Italian Academy for Advanced Studies in America at Columbia University; École des hautes études en sciences sociales, Fondation Maison des Sciences de l’Homme, e Institut d’études avancées di Parigi; Warburg Institute di Londra; Zentrum für Literatur- und Kulturforschung di Berlino), è stato directeur de programme al Collège International de Philosophie di Parigi (2010-2016). Nel 2018 gli è stato conferito il Wissenschaftspreis der Aby-Warburg-Stiftung. Dal 2021 è presidente del Comitato scientifico della FMSH (Fondation Maison des Sciences de l’Homme) di Parigi. Le sue ricerche riguardano: le teorie dell’immagine e della cultura visuale; il rapporto tra estetica, teoria dell’arte e storia delle arti visive; le teorie della memoria collettiva, della memorializzazione, della monumentalità; le teorie dell’empatia; la tradizione morfologica goethiana e i suoi sviluppi contemporanei. Una parte cospicua delle sue attività di studio è dedicata alla traduzione e curatela di autori riconducibili all’ambito della cosiddetta scienza dell’arte (Kunstwissenschaft) fra Otto e Novecento: ha curato edizioni italiane di scritti di A. von Hildebrand, K. Fiedler, R. Vischer, H. Wölfflin, A. Riegl, A. Warburg, W. Worringer, H. Sedlmayr, M. Dessoir, E. Utitz, E. Wind, E. Panofsky, W. Benjamin, G. Simmel. Agli studi di cultura visuale ha dedicato, in collaborazione con A. Somaini, un’antologia (Teorie dell’immagine. Il dibattito contemporaneo, Cortina 2009) e un volume introduttivo (Cultura visuale. Immagini sguardi media dispositivi, Einaudi 2016). Le sue monografie: Alla soglia dell’immagine. Da Narciso alla realtà virtuale, Einaudi, Torino 2021; Il rovescio dell’immagine. Destra e sinistra nell’arte, Tre Lune, Mantova 2010; Estetica della pittura, Il Mulino, Bologna 2007; Memorie del neutro. Morfologia dell’immagine in Aby Warburg, Mimesis, Milano 2001; Il corpo dello stile. Storia dell’arte come storia dell’estetica a partire da Semper, Riegl, Wölfflin, Aesthetica, Palermo 1998; nuova ed. Mimesis, Milano 2001. 

Valentina Tanni1

VALENTINA TANNI

Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente. La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna “Digital Art” al Politecnico di Milano e “Culture Digitali” ed “Estetica dei New Media” alla NABA – Nuova Accademia di Belle Arti (Milano e Roma). Dal novembre 2020 è uno dei membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Quadriennale di Roma. Scrive per Artribune Magazine e Not. Nel 2001 ha fondato Random Magazine, uno dei primi magazine online dedicati alla Net Art,ed è tra i membri fondatori delle riviste d’arte contemporanea Exibart e Artribune, con cui ha collaborato per molti anni. Ha curato numerose mostre in musei e gallerie, tra cui “Netizens”,“L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati”, “Maps and Legends. When Photography Met the Web”, “Nothing to See Here”,“Eternal September” e “Stop and Go. The Art of Animated Gifs”. È stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” e ha lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private (Università di Roma La Sapienza, LUISS, Istituto Europeo di Design, Fondazione Modena ArtiVisive, Scuola di Giornalismo RAI). Ha pubblicato “Random.Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte”(Nero, 2020-2023).

La richiesta è stata inviata con successo!

Verifica di aver ricevuto la conferma anche nella tua casella di posta

(controlla anche lo spam)