progetti

Masterclass | 2019-2020

Docenti: ALESSANDRO GRASSANI - TEODORA MALAVENDA - NICOLÒ PUPPO
+ WORKSHOP DI FRANCESCO LEVY - FRANCESCO MERLINI - DIEGO ORLANDO

Quartiere 5 racconta il terreno sotteso all’espansione della città di Firenze con particolare attenzione al quartiere adiacente all’aeroporto Peretola-Brozzi, con cui condivide il nome. Con una popolazione di circa 40mila abitanti tale vicinanza gli provoca inquinamenti acustici, ambientali, voli di soli 70 metri sopra le case. Gianmarco Caroti ha documentato lo stato della situazione anche in vista di un ampliamento, nel verde, che si porta già dietro opinioni contrastanti e critiche. Alcuni comitati sono sorti in difesa delle aree, chiedendo agli enti preposti una soluzione più rispettosa nei confronti dell’ambiente. Il racconto delle problematiche e di come esse sono recepite si intreccia con le vicende umane in un progetto che racconta il sentimento di tedio e resilienza provato da chi lì vive.

Hellena è la storia di una ragazza di vent’anni che da molto tempo lotta per rinascere e porre fine alla sua condizione di sofferenza. “Sospesa” tra alcool, depressione e droga ha passato il 2019 in una comunità di recupero, in Italia, per poi uscire e provare a riprendere in mano la propria vita. Chinzia Cucini l’ha seguita, nelle sue giornate, narrando il limbo in cui sopravvive tra dolore, impotenza e desiderio di rivincita. Nella primavera del 2020, dopo diverse ricadute, è entrata in una nuova struttura di cura. Nessun contatto con il mondo esterno, per ora. Continua la sua battaglia.

Appesi a un filo è un progetto dedicato ai tecchiaioli: professionisti specializzati attivi nelle cave di marmo a Carrara. Il nome deriva dal termine dialettale con cui si definisce la parete della cava grezza (tecchia). Il loro mestiere consiste proprio nella messa in sicurezza delle pareti e perciò nel garantire sicurezza a chi nelle cave lavora. I tecchiaioli operano in verticale come scalatori esperti della roccia: si calano appesi a una corda per costruire i ponteggi necessari a intervenire in determinati punti oppure per compiere azioni come il disgaggio – lo stacco di sassi pericolanti. I tecchiaioli si avvalgono dell’aiuto di ingegneri e geologi che, con analisi del bacino marmifero, permettono loro di comprendere dove devono e possono intervenire. I tecchiaioli si trovano spesso in situazioni pericolose che riescono ad affrontare aiutandosi reciprocamente. Laura Veschi li ha seguiti nel 2020 nelle stesse cave a documentare e raccontare le azioni come le relazioni – tra uomini e pietra, tra uomini e uomini – quotidiane.

“Non abbiamo risposte e non le vogliamo”: con questo titolo Marta Leporati, venticinque anni, accompagna la serie iniziata nel territorio in cui vive a fine 2019. Un breve racconto per immagini e testi scritti dai suoi stessi amici a condividere abitudini, gesti e sentimenti suoi e dei coetanei che frequenta abitualmente. L’idea, ancora in progress, è quella di sviluppare un racconto sincero – in parole e fotografie – per esprimere lo stato di inquietudine e condivisione provato da chi ha vent’anni oggi, in una provincia come tante, con una vita e quotidianità ‘normale’.

Solitary Quarantine è il diario fotografico realizzato nel periodo del lockdown, marzo-maggio 2020, da Nicola Tatarelli a raccontare la propria personalissima esperienza e così quella di chi, come lui, ha vissuto quel periodo d’isolamento “a tu per tu con sé stesso”, solo tra le mura della propria abitazione, a 25 anni. Il progetto è stato realizzato nelle settimane delle prime ferree restrizioni anti-Covid.  

Una nuova normalità è la serie realizzata presso il proprio luogo di lavoro, ad Asti, da Mariella Rizzotti nel 2020. Come società inserita nell’ambito acquedotto, fognatura e depurazione delle acque reflue essa non ha potuto fermarsi, ma piuttosto ha dovuto adattarsi – così come i suoi dipendenti – a nuovi modi di operare nel rispetto di normative, cautele e necessarie restrizioni. Così un anno fa, come oggi, quei lavoratori – come molti altri – hanno dovuto prontamente rispondere all’emergenza Covid rivedendo le ordinarie abitudini. Il progetto, realizzato negli stessi mesi del precedente, racconta una situazione durata poi per molti mesi.

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